La quarta riga…

La prima riga è quando ti accorgi della realtà, del cielo, del fiume, della pioggia come del sole. La seconda riga è quando ti accorgi delle persone della loro vita, dei loro sogni, del loro pianto, delle loro speranze. La terza riga è quando ti accorgi che Dio parla al tuo cuore quando hai la pazienza del tempo. La quarta riga è quando ti sai fermare per chiederti cosa vuol dire a te quella parola che ti è arrivata dalla realtà, dalle persone, dalla Parola. Dopo la quarta c’è la quinta e la sesta e… dipende dal tuo cuore, dalla tua libertà.

Dal Vangelo secondo Giovanni capitolo 16 dal versetto 12 al versetto 15 (Gv 16,12-15)

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Commento

“Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.”

Che cosa bella ci ha detto il Signore! A una prima lettura sembra che tutto si riduca alla constatazione che gli apostoli non sono ancora pronti a vivere tutto ciò che comporta la sequela di Gesù.

Tutto sembra chiaro ed evidente. Se, però, non scappi via subito, come si fa quando si ha fretta e si chiude il discorso con chi sta parlando, qualcosa di diverso sembra emergere da queste parole.

Gesù, mi sembra rivelare il piccolo, grande, segreto per vivere, nella quiete e nella serenità, la vita.

Capita di agitarci o inquietarci pensando al futuro. Pur senza cadere in stati patologici, il pensiero della morte, per esempio, angoscia. Come sarà? Quando?

Senza arrivare a questo estremo, ci sono anche le agitazioni per ciò che si progetta di dover fare, o che si dovrà vivere. Per esempio il matrimonio o la grande interrogazione. Ci sono eventi che si aspettano e per i quali ci si sente impreparati.

L’attesa di ciò per cui ci si sente impreparati è, quindi, sempre agitata, inquieta.

In genere si pensa di risolvere la faccenda, quando si riesce, non pensandoci più. L’operazione, purtroppo, riesce solo a singhiozzo. Un po’ non ci si pensa e poi, improvviso,  l’appuntamento col futuro si para davanti e spaventa.

I suoni e i rumori, le immagini con cui intasiamo gli spazi della vita, il correre forsennato tra impegni, cose da fare, sono, forse, un trucco per non pensare, per rimandare?

Gesù ti infonde una pace nuova quando più o meno ti dice: “figlio, figlia, tu hai risorse per vivere il presente. Con le risorse di oggi non puoi vivere ciò che sarà. Ciò che sarà lo potrai vivere con quelle risorse che in quel giorno tu avrai e che io ti darò”.

Portiamo un rispetto enorme per san Pietro, ma temo che se Gesù, quando lo chiamò, gli avesse detto: “vieni e seguimi e vedrai che morirai crocifisso a testa in giù”, Pietro avrebbe continuato e sistemare le sue reti e invitato uno dei suoi garzoni a cacciare quell’importuno.

Eppure, Pietro, il chiamato, il traditore, l’uomo d’impeto che comprende e non comprende, arriva ad essere la pietra su cui Cristo edificherà la sua Chiesa.

Se guardi a ciò che potrà essere (questo vale per ogni fantasia, progetto, pensiero) con le forze che hai ti perdi perché non sei ancora attrezzato. Lo sarai, ma al momento opportuno.

Anzi, verrebbe da dire: se vivi con attenzione e passione il tuo presente cercando di ascoltare ed essere con il Signore nelle tue scelte e nelle tue azioni, vedrai crescere in te tutto ciò che ti attrezzerà per il giorno che segue e poi per l’altro e per l’altro ancora.

Mi sembra di intravedere questo nella seconda affermazione di Gesù: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.”

Se prendi il catechismo della Chiesa cattolica trovi un po’ tutto. Sei una persona in gamba e se ipotizzi di leggere dieci pagine al giorno, a parte la noia, non faresti fatica a comprendere e a ricordare, se non tutto, almeno molto.

Bene, e poi? Da un lato il testo, le parole, le riflessioni, i ragionamenti e dall’altra la vita, la realtà con la sua provocazione. Il problema è l’aggancio.

La mole di cose sapute non dà salvezza, sapere dove andare e saper leggere i cartelli non fa il viaggio.

E’ il viaggio che conduce a guardare i cartelli e si ringrazia il cielo di aver seguito bene il corso per la patente per cui quei cartelli parlano e immediatamente si comprendono.

E’ questo lo spazio delle risorse che avrai. Tutti sappiamo (catechismo) che Gesù ha insegnato l’amore, che perdonandoti ti chiama a perdonare. Tutti lo ripetiamo, per esempio, nel Padre nostro: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.”.

Tutti sappiamo che Gesù ha insegnato a porgere l’altra guancia, a fare due miglia se uno ci obbliga a farne uno con lui.

Tutti lo sappiamo, ma quando questo prende il volto di tua suocera, di tua moglie che ha avuto uno sbandamento per un altro, dei tuoi figli che non vogliono studiare o che al contrario fanno i sapientini, le cose cambiano e si complicano.

Questo vale anche quando guardi intimorito o arrabbiato  alla società che non ti sembra più quella buona che conoscevi (o che sognavi?). Altrettanto quando nella politica tutto ti sembra sporco e insulso.

Tutto sapevi, ma lì, dentro a quelle cose (e tante altre), ciò che “sapevi” lo devi… imparare.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”, lo sai, ma lo impari giorno dopo giorno vivendo gomito a gomito col tuo prossim. Giorno dopo giorno vivendo con Gesù gomito a gomito si vede crescere le risorse che permettono di essere “grandi” ad ogni appuntamento futuro della vita.

Da solo? Col tuo genio? Certamente molto dipende da te, ma la più saggia tra le cose che ti appartengono, e che puoi fare, c’è l’ascolto.

L’ascolto dello Spirito Santo che piano, piano ti insegna ad agganciare la Parola con la realtà e prendendoti per mano ti fa avere i “pensieri di Cristo” premessa per avere in te le azioni di Cristo: oggi, domani… sempre.

don Alberto

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