La quarta riga…

La prima riga è quando ti accorgi della realtà, del cielo, del fiume, della pioggia come del sole.
La seconda riga è quando ti accorgi delle persone della loro vita, dei loro sogni, del loro pianto, delle loro speranze.
La terza riga è quando ti accorgi che Dio parla al tuo cuore quando hai la pazienza del tempo.
La quarta riga è quando ti sai fermare per chiederti cosa vuol dire a te quella parola che ti è arrivata dalla realtà, dalle persone, dalla Parola. Dopo la quarta c’è la quinta e la sesta e… dipende dal tuo cuore, dalla tua libertà.

Dal Vangelo secondo Matteo capitolo 12 dal versetto 28 al il versetto 34 (Mc 12,28-34)

Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. 29Gesù rispose: “Il primo è:Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”. Lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Commento

Nel leggere il brano tutto sembra scorrere bene, eppure si ha la sensazione di qualcosa che sfugge. Proviamo a vedere se troviamo questo qualcosa?

Partirei dalla parola comandamento.

Chiaramente non mi intendo di etimologia, però ho una curiosità. Quando mi imbatto in una parola italiana preceduta dal “co” mi viene istintivo interessarmi della cosa. Quel “co” posto all’inizio ricorda e rimanda al “cum” (= con) della lingua latina. Preso, anche questa volta, dalla curiosità sono andato a vedere e si è aperta una porticina molto interessante.

Quando senti la parola “comando” penso che anche tu la abbini a qualcosa che è imposto. Per andare al cinema, per mangiare un dolcetto, infatti, non abbiamo bisogno di un comando, al limite, abbiamo bisogno di un comando per rinunciarvi.

Sfogliamo il vocabolario e vediamo che il “co” di comandare è quel “cum” di cui abbiamo detto, ma non basta perché arriva una notizia inaspettata (almeno per me).

Per farla spiccia, dicendo “comandare” diciamo “co-mandare”, “con mandare”, “mandare con”. Comandare diventa, così, un “mandare con”, un affidare.

Questa, poi, non me la sarei mai aspettata. Il comando è un affidamento.

Affidamento di cosa?

Credo che tutto si giochi su quel “con”. A dirti la verità qui vado di fantasia più che di competenza, ma meditare è una navigazione libera e le rotte nella Parola sono infinite.

Ti mando, ti affido “con”. Beh, la prima intuizione è facile: ti mando con il messaggio che devi portare. Ti mando con gli aiuti richiesti ecc.

C’è anche un’altra possibilità: non ti mando solo, ti mando con Antonio, ti mando con Roberta. E’ buona cosa che tu faccia la strada insieme con altri.

Infine intravediamo la terza quella che prende il cuore: ti mando, ma mentre vai sappi che io cammino con te sempre, nell’andare ti affido anche il mio cuore. Lo dice l’innamorata all’amato che per motivi non voluti deve partire per andare lontano e per un lungo tempo.

Col giochino del “con” arriviamo, così, a capire sia il perché del comandamento unico che è fatto di due e il perché, per quanto lodato per aver ben capito, Gesù dica allo scriba: “non sei lontano dal Regno di Dio”.

Il Signore ti manda “con” la Buona Novella nel cuore.

Il Signore ti manda “con” i fratelli che nella chiesa camminano con te e anche “con” l’umano che è in te e intorno a te.

Il Signore ti manda e cammina sempre “con” te donandoti lo Spirito Santo che tutto ti fa comprendere e vivere secondo il cuore di Gesù e, per l’azione dello Spirito, vivendo con te e in te là dove la vita ti fa vivere e con le persone che la vita ti fa incontrare.

Se vai solo col messaggio (ama Dio) sei uno con le idee chiare che sa dove andare.

Se vai col messaggio e con un popolo con te (ama il prossimo come te stesso), sei un uomo capace di progetti e capace di valorizzare i progetti di tutti, sei un uomo solidale.

Si, a questo punto, chi vive così ha capito molto e si sta muovendo mica male. Non è lontano dal Regno di Dio.

Ma se sulla tua strada di Emmaus cammini con il Signore, e parli e ridi e litighi e fai pace con Lui e con Lui ragioni per essere con Lui e come Lui dentro la vita, allora sì: stai entrando nel Regno dei cieli e i due comandamenti sono diventati uno.

C’è ancora una piccola cosa: devi mettercela tutta ben sapendo che farai acqua da tutte le parti. Devi essere consapevole di questa incompiutezza perché con contrizione vera tu possa convertire il tuo cuore passo dopo passo.

Consapevole, però, anche del fatto che sei molto fortunato perché il resto, tutto ciò che manca, lo mette Lui che cammina “con” te.

don Alberto

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