La quarta riga…

La prima riga è quando ti accorgi della realtà, del cielo, del fiume, della pioggia come del sole. La seconda riga è quando ti accorgi delle persone della loro vita, dei loro sogni, del loro pianto, delle loro speranze. La terza riga è quando ti accorgi che Dio parla al tuo cuore quando hai la pazienza del tempo. La quarta riga è quando ti sai fermare per chiederti cosa vuol dire a te quella parola che ti è arrivata dalla realtà, dalle persone, dalla Parola. Dopo la quarta c’è la quinta e la sesta e… dipende dal tuo cuore, dalla tua libertà.

Dal Vangelo secondo Giovanni capitolo 16 dal versetto 29 al versetto 33 (Gv 16,29-33)

29Gli dicono i suoi discepoli: “Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. 30Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio”. 31Rispose loro Gesù: “Adesso credete? 32Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”.

Commento

“Tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio“.

Cosa intendono dire i suoi discepoli con queste parole?

Proviamo a considerare tre testi:

uno preso dal Vangelo secondo Matteo:“Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.” (Mt 6,8).

L’altro lo prendiamo da uno dei padri apologisti, Erma il quale nel suo scritto: “il pastore” scrive: “ogni spirito dato da Dio non si fa interrogare, ma avendo la forza divina, da sé dice ogni cosa poiché è dall’alto, dalla potenza dello Spirito di Dio. Invece, lo spirito che si fa interrogare e si pronunzia secondo le passioni degli uomini è terreno, leggero e non ha forza” (Il pastore 43,5-6)

Infine, l’ultimo, lo prendiamo dallo stesso Vangelo secondo Giovanni: “Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.” (Gv 2,25b)

I discepoli, quindi, con le loro parole riconoscono che Gesù viene da Dio perché, solo chi appartiene alla sfera divina può, secondo la mentalità del mondo biblico, anticipare le domande e non avere bisogno di esse..

Posto questo devo, ora, proporti un paragone.

Se uno studente riconosce che il suo professore è un uomo molto colto e preparato, non per questo sarà promosso. Il fatto di riconoscere che il professore è ricco di erudizione e cultura può portare solo alla stima di quel professore mentre per la promozione occorre che lo studente impari e assimili bene il contenuto delle lezioni che ascolta.

Gli apostoli riconoscono una sapienza divina in Cristo che, per questo, non può che essere uscito dal Padre: certamente una bella professione di fede, ma ancora piccola, molto piccola e confusa.

La confusione la possiamo esprimere così: credono di sapere perché sanno che Cristo sa tutto, ma sono meno esperti e non sanno ancora fare memoria di ciò che Cristo sa. Tornando all’esempio dello studente: lo studente interrogato non azzecca nessuna risposta perché non ha studiato, allora, per sua difesa, dichiara al professore di essere ammirato e di sapere che lui sa tutto sulla sua materia. Il professore potrà essere lusingato dalle parole dello studente, ma lo rimanderà al posto con una grave insufficienza accompagnandolo con parole simili a queste: “tu sai che io so, ma non sai nulla di quello che so perché non hai studiato.”.

Questa è la situazione in cui si trovano, al momento, gli apostoli: non sanno (lo sapranno dopo la resurrezione e il dono dello Spirito Santo) ciò che Gesù sa e, allora, credono di credere.

I discepoli che credono di credere e di sapere, infatti, scapperanno tutti. Perché? Perché non hanno ancora potuto assimilare la “lezione” e la lezione è quella (ormai siamo esperti) del venerdì e del sabato santi.

“Noi crediamo” sembrano dire “sappiamo che vieni da Dio”, ma quando la parola di Cristo diventa una parola inchiodata per amore su una croce, è come se proseguissero, dicendo: “eh, no! Così no! Cosa c’entra questo con quello che tu devi essere…”

Dire: “credo in Dio” è una bella espressione, ma non porta a nulla se non si entra pian piano nel come Dio “vede” le cose.

Siamo arrivati sin qui solo per condannare i poveri discepoli? Direi assolutamente di no. Questo ci porta a condividere con loro ciò che poi hanno compreso benissimo.

Quando per il dono (nota: dono) dello Spirito Santo verranno a credere, nel ricordare quando credevano di credere, non potranno non concludere che tutto deve essere capovolto… per fortuna nostra e grazia di Dio.

Sei tu a credere in Dio? No, è Lui che crede in te! Infatti, come fa fatto con i discepoli che è andato a cercarli uno per uno, altrettanto fa il Signore con te.

Sei tu che sei fedele a Dio e sei tu che puoi impegnarti a essergli fedele sempre? No, è Lui che è fedele a te, è Lui che non ti abbandona e non ti abbandonerà mai.

Sono sicuro che ti sono tornate alla mente e nel cuore le parole di Paolo che, secondo me, le ha pensate e scritte con le lacrime agli occhi: “3Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

3Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, 39né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”. (Rm 8,35.37-39)

Lasciamelo dire, nella gioia più profonda e intima: che bello!

E’ da anni che preghi poco e male?

Continui in quell’atteggiamento negativo che non riesci a scrollarti di dosso?

E’ un sacco che non ti confessi?

Ti senti un fallito a livello di religiosità perché dopo anni e anni non sei cambiato e non riesci a cambiare?

La tua stima per quel che concerne la tua fede è sotto le suole delle scarpe?

La depressione spirituale ti ha tolto o presto ti toglierà ogni energia?

Dove trovare le risorse?

La forza per rialzarti la trovi nella semplice, stupita umiltà di sapere che sei sotto lo sguardo di Cristo che, a differenza di te, crede in te ed è vicino a te quando cadi nella polvere perché non ti abbandonerà mai.

E’ lì vicino a te non per fare la conta al tuo knock-out, ma per dirti: “io con la mia croce sono caduto tre volte, adesso con te sono caduto la quarta volta. Aiutiamoci a rialzarci e riprendiamo il cammino insieme. Forza!”

don Alberto

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